domenica 29 maggio 2011

Una pausa di riflessione per la Gattaia..

Ospito volentieri l'intervento del Sig. Tavanti, apparso su Teletirrenoelba Sabato 28 Maggio 2011.
E' evidente la contrarietà di buona parte della cittadinanza al progetto di recupero della Gattaia. Il tanto decantato (dalla attuale Giunta Comunale) principio di partecipazione dei portoferraiesi alla cosa pubblica è andato a farsi benedire.. Poche voci oramai hanno ancora la forza di levarsi dal coro, contro un ennesimo scempio ai danni della città!

La circostanza del 150 anniversario dell'Unità d'Italia ci induce a varie riflessioni, non solo di segno positivo. E' bene esser chiari, siamo italiani dalle Alpi alle Madonie, non ci venga in mente di sogghignare parlando degli abusi edilizi nella Valle dei Templi di Agrigento o dei restauri col cemento a vista a Pompei, lasciando intendere che le popolazioni di laggiù abbiano, per i loro edifici storici e la loro eredità culturale, una sensibilità diversa o inferiore alla nostra. Se così  fosse, forse  festeggeremmo i centocinquant'anni demolendo finalmente i resti di un abuso di fine '800, divenuto poi proprietà militare, che finalmente è tornato disponibile. Se fossimo sensibili e informati vorremmo che le mura di Cosmopoli, vanto della nostra città, potessero tornare a mostrarsi nella loro imponenza e che si potesse passeggiare con agio all'ingresso della Calata, ora imbottigliato da tutti quei parassitari magazzinetti.
Se  davvero avessimo  coscienza del valore e della bellezza dei nostri edifici storici non lasceremmo che, proprio dove inizia la Calata, addosso alle Mura  si costruisse oggi un brutto parallelepipedo grigio di cemento e vetro che sembra una Cappellona funebre extra large. Sarà interessante vedere quanti, fra i passanti maschi, arrivando nei pressi si metteranno la sinistra in tasca per una scaramantica toccatina agli attributi. Attributi che come si sa, sono un requisito essenziale  per diventare padri e anche, in senso metaforico, per riconoscere la paternità delle proprie creature. Attributi che evidentemente mancano a qualcuno o a tutti i presunti padri di questo scempio. Una ventina di giorni fa su Elbareport chiedevo al signor sindaco dottor Peria e ai funzionari della Soprintendenza di Pisa dottoressa Martinelli e architetto Ferretti, a coloro cioè cui è variamente attribuita questa bruttura,  che qualcuno avesse il coraggio di dire “sono stato io? Il cerino è ancora sospeso per aria e tutto tace. Tutto tranne il martello pneumatico. Negli ultimi giorni le tracce che corrispondevano al tetto della “Gattaia” e a quello del precedente magazzino della Tonnara (l'abuso originale) sono state approfondite e allargate e le mura  sono state raschiate, forse per intonacare per benino le stanzette che ci ricaveranno. Altro che restauro conservativo! Lasciamo da parte le considerazioni sull'opportunità di ricostruire una superfetazione deturpante, ma  un intervento del genere avrebbe almeno dovuto essere reversibile, se proprio volevano costruire potevano farlo senza intaccare l'esistente. Questo procedere in questa fase, quando la necessità di questo intervento è venuta meno (la regione, come è noto, ha eliminato come inutile l'Azienda a cui era destinato l'immobile) sta diventando addirittura sospetto. Perché, viste le molte contrarietà che si stanno manifestando, la giunta non si prende invece una pausa di riflessione, aprendosi a una consultazione democratica sul destino di questo importante tratto delle mura di Cosmopoli? E' ben strano: benché il 2014, bicentenario dell'arrivo di Napoleone, sia ormai vicino le Residenze napoleoniche, meta obbligata dei turisti, sono in condizioni di notevole degrado. Il tetto della Palazzina dei Mulini è da tempo in attesa di riparazione, piove al primo piano, il teatrino è inagibile e tutto questo è da imputare a mancanza di fondi. Perché per sciupare un monumento i soldi (e nemmeno pochi) ci sono e per sanarne un altro no? Bisogna forse chiedersi, come di fronte a misfatti incomprensibili. Cui prodest? Chi ci guadagna?
Maurizio Tavanti 

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