sabato 22 settembre 2012

Albergatori 2.0


Ripropongo integralmente l'articolo da me scritto in inverno e pubblicato su Isole di Toscana magazine 2012, a beneficio dei colleghi albergatori toscani che me ne hanno fatto esplicita richiesta. In questo momento di crisi economica, facciamo leva sulle proverbiali capacità creative, empatico-comunicative  ed organizzative del made in Italy!

Se non ora, quando? Se non qui, dove? Se non noi, chi ?

 

Albegatori 2.0

Capaci e comunicativi, i giovani alla guida delle strutture ricettive

 
 Il mestiere dell’albergatore è uno dei più interessanti, sotto il profilo relazionale, ma anche dei più difficili da affrontare, per la complessità dei saperi che convergono nel settore dell’accoglienza. Questo è tanto più vero nella realtà elbana, dove le aziende sono di dimensioni medio-piccole e la gestione per lo più famigliare. In questo caso l’albergatore deve dotarsi di un know-how molto variegato: si spazia dalla gestione delle risorse umane alla conoscenza delle principali leve del marketing dei servizi, dalla normativa alla contrattualistica, dall’organizzazione del front-office alla programmazione degli interventi di manutenzione della struttura…In altre parole ci si trova a passeggiare su di un campo minato in cui è molto difficile improvvisare! Nella stessa figura si condensano: doti manageriali e tecniche, espressioni creative e capacità comunicative, impegno, umiltà, gentilezza e passione! Il panorama isolano è costellato di numerosi buoni esempi in proposito. Ho avuto il piacere di confrontarmi con molti nuovi albergatori come me, chi più avanti o indietro con l’età, ma tutti dotati della medesima sensibilità e cultura del fare con passione un mestiere, che è allo stesso tempo uno stile di vita, appreso dai genitori o addirittura dai nonni. Sull’isola, come nel resto del Paese, stiamo assistendo ad una fase di  avvicendamento generazionale nella gestione delle attività. Questo “salto”, che coincide con la diffusione delle reti informatiche e di nuovo modo di fare mercato e comunicare (Web 2.0), fortunatamente è accompagnato dalla presenza di giovani capaci con un livello di istruzione medio-alto. Per redigere l’articolo ho intervistato un campione ristretto di dieci colleghi. Dal quadro generale emerge che la maggior parte degli albergatori hanno cominciato a lavorare in azienda fin da piccoli, facendo “gavetta” nei ruoli più disparati in accordo con l’età e respirando fin da subito le dinamiche del mestiere, ed ancora oggi sono talvolta assecondati e guidati dai genitori. Magari non tutti hanno scelto liberamente l’attività, ma sono in un certo senso stati avviati per una sorta di condizionamento implicito dei genitori, un obbligo morale verso un bene di famiglia, oltre che per ovvie ragioni di opportunità economica! Gli albergatori mediamente conoscono 2 lingue straniere ciascuno ed hanno frequentato corsi specifici di marketing e management, anche se non di recente. In ogni caso si sono dotati tutti di nuove forme di comunicazione peer to peer, attraverso la creazione di una pagina almeno sul social network facebook. La partecipazione alla Fiere è ritenuta poco efficace, se non addirittura superflua. Tutti fanno manutenzione e lavori invernali per rinnovare e presentare al meglio la propria attività nella stagione estiva e si concedono le ferie nei mesi di novembre-dicembre. Investire in innovazione tecnologica ed offerta di servizi è necessario, tanto più in questi anni di crisi economica: solo mettendosi in gioco si rimane in scia con il mercato. Tra i problemi più penalizzanti del fare turismo all’Elba, oltre le annose questioni dei trasporti aerei (assenti) e marittimi (costosi), essi segnalano la carenza di servizi interni di trasporto su gomma, l’incuria di sentieri e spiagge, la mancanza di programmazione efficace da parte di enti pubblici e privati. La stagionalità è ancora ferma ai 6 mesi da Pasqua ad Ottobre, più per assicurare i sussidi di disoccupazione ai lavoratori che non per reali necessità e presenze turistiche sull’isola. Le risorse umane vengono gestite in clima costruttivo con approcci prevalentemente di tipo comunicativo e cooperativo, anche perché nella maggior parte dei casi il personale è costituito da lavoratori fidelizzati che conoscono l’ambiente, hanno fatto diverse stagioni ed ormai sono formati ed adatti alle specifiche mansioni. Il turista contemporaneo ricerca emozioni, attraverso il “coinvolgimento” ed un approccio friendly. Pertanto le nuove leve sono più genuine e trasparenti nell’interfacciarsi con gli ospiti, al contrario dei genitori che, da improvvisati pionieri, dovevano costruirsi un’immagine attraverso il ricorso ad un certa formalità. Nei giovani albergatori si coglie la scintilla di una consapevolezza diversa, dettata dalla volontà di rompere con gli schemi del passato e di imporre una riflessione seria sull’identità che vogliono per la loro Elba. Per riposizionarla sul mercato come destinazione appetibile e riconosciuta.
 
Walter Tripicchio – Presidente Giovani Albergatori Elbani


 

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