Ripropongo integralmente l'articolo da me scritto in inverno e pubblicato su Isole di Toscana magazine 2012, a beneficio dei colleghi albergatori toscani che me ne hanno fatto esplicita richiesta. In questo momento di crisi economica, facciamo leva sulle proverbiali capacità creative, empatico-comunicative ed organizzative del made in Italy!
Se non ora, quando? Se non qui, dove? Se non noi, chi ?
Albegatori 2.0
Capaci
e comunicativi, i giovani alla guida delle strutture ricettive
Il mestiere
dell’albergatore è uno dei più interessanti, sotto il profilo relazionale, ma
anche dei più difficili da affrontare, per la complessità dei saperi che
convergono nel settore dell’accoglienza. Questo è tanto più vero nella realtà
elbana, dove le aziende sono di dimensioni medio-piccole e la gestione per lo
più famigliare. In questo caso l’albergatore deve dotarsi di un know-how
molto variegato: si spazia dalla gestione delle risorse umane alla conoscenza
delle principali leve del marketing dei servizi, dalla normativa alla
contrattualistica, dall’organizzazione del front-office alla programmazione
degli interventi di manutenzione della struttura…In altre parole ci si trova a
passeggiare su di un campo minato in cui è molto difficile improvvisare! Nella
stessa figura si condensano: doti manageriali e tecniche, espressioni creative
e capacità comunicative, impegno, umiltà, gentilezza e passione! Il panorama
isolano è costellato di numerosi buoni esempi in proposito. Ho avuto il piacere
di confrontarmi con molti nuovi albergatori come me, chi più avanti o indietro
con l’età, ma tutti dotati della medesima sensibilità e cultura del fare con
passione un mestiere, che è allo stesso tempo uno stile di vita, appreso dai
genitori o addirittura dai nonni. Sull’isola, come nel resto del Paese, stiamo
assistendo ad una fase di avvicendamento
generazionale nella gestione delle attività. Questo “salto”, che coincide con
la diffusione delle reti informatiche e di nuovo modo di fare mercato e
comunicare (Web 2.0), fortunatamente è accompagnato dalla presenza di giovani
capaci con un livello di istruzione medio-alto. Per redigere l’articolo ho
intervistato un campione ristretto di dieci colleghi. Dal quadro generale emerge
che la maggior parte degli albergatori hanno cominciato a lavorare in azienda
fin da piccoli, facendo “gavetta” nei ruoli più disparati in accordo con l’età
e respirando fin da subito le dinamiche del mestiere, ed ancora oggi sono
talvolta assecondati e guidati dai genitori. Magari non tutti hanno scelto
liberamente l’attività, ma sono in un certo senso stati avviati per una sorta
di condizionamento implicito dei genitori, un obbligo morale verso un bene di
famiglia, oltre che per ovvie ragioni di opportunità economica! Gli albergatori
mediamente conoscono 2 lingue straniere ciascuno ed hanno frequentato corsi
specifici di marketing e management, anche se non di recente. In ogni caso si
sono dotati tutti di nuove forme di comunicazione peer to peer, attraverso la
creazione di una pagina almeno sul social network facebook. La partecipazione
alla Fiere è ritenuta poco efficace, se non addirittura superflua. Tutti fanno
manutenzione e lavori invernali per rinnovare e presentare al meglio la propria
attività nella stagione estiva e si concedono le ferie nei mesi di
novembre-dicembre. Investire in innovazione tecnologica ed offerta di servizi è
necessario, tanto più in questi anni di crisi economica: solo mettendosi in
gioco si rimane in scia con il mercato. Tra i problemi più penalizzanti del
fare turismo all’Elba, oltre le annose questioni dei trasporti aerei (assenti)
e marittimi (costosi), essi segnalano la carenza di servizi interni di
trasporto su gomma, l’incuria di sentieri e spiagge, la mancanza di programmazione
efficace da parte di enti pubblici e privati. La stagionalità è ancora ferma ai
6 mesi da Pasqua ad Ottobre, più per assicurare i sussidi di disoccupazione ai
lavoratori che non per reali necessità e presenze turistiche sull’isola. Le
risorse umane vengono gestite in clima costruttivo con approcci prevalentemente
di tipo comunicativo e cooperativo, anche perché nella maggior parte dei casi
il personale è costituito da lavoratori fidelizzati che conoscono l’ambiente,
hanno fatto diverse stagioni ed ormai sono formati ed adatti alle specifiche
mansioni. Il turista contemporaneo ricerca emozioni, attraverso il
“coinvolgimento” ed un approccio friendly. Pertanto le nuove leve sono
più genuine e trasparenti nell’interfacciarsi con gli ospiti, al contrario dei
genitori che, da improvvisati pionieri, dovevano costruirsi un’immagine
attraverso il ricorso ad un certa formalità. Nei giovani albergatori si coglie
la scintilla di una consapevolezza diversa, dettata dalla volontà di rompere con
gli schemi del passato e di imporre una riflessione seria sull’identità che
vogliono per la loro Elba. Per riposizionarla sul mercato come destinazione
appetibile e riconosciuta.
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